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L’Ocarina: dall’argilla del Delta nasce un suono melodioso grazie alla famiglia Fecchio

Blog Musicale Aprile 16, 2016

Oggi il Blog della Musica non parlerà di un cantante, né di un musicista o di una famosa composizione… ma parlerà di uno strumento musicale: l’ocarina. Sì perché abbiamo scoperto che nel Delta del Po, in un piccolissimo paese c’è una antichissima tradizione: la costruzione di ocarine

C’era una volta una famiglia che dell’argilla fece uno strumento musicale.

Potrebbe sembrare l’inizio di una favola, ma si tratta di una realtà che si tramanda da oltre 100 anni a Grillara, piccola frazione di Ariano nel Polesine (Rovigo) patria della famiglia Fecchio che dagli inizi del ‘900 crea ocarine: strumenti musicali in terracotta. Passione e creatività, uniti a forza di volontà e caparbietà hanno fatto diventare una piccola frazione di poche anime un paese conosciuto in tutto il mondo, grazie a questo piccolo, antico e semplice strumento musicale: l’ocarina.

Com’è fatta un’ocarina?

Idelmo Fecchio mentre costruisce un'ocarina

Idelmo Fecchio mentre costruisce un’ocarina

E’ uno strumento musicale popolare a fiato, appartenente alla famiglia dei flauti. Un flauto globulare di terracotta a forma ovoide allungata, proprio come una piccola oca senza testa, con imboccatura a lato e nel corpo praticati vari fori che, scoperti gradualmente (mentre contemporaneamente si soffia) danno l’estensione fino all’undicesima. Oltre alla diatonica è possibile, mediante una digitazione composta, eseguire anche la scala cromatica. Il timbro varia con la dimensione, da molto squillante e penetrante nella più piccola, a più scuro e rotondo nella più grande.

L’ocarina della famiglia Fecchio è di argilla, un materiale ampiamente presente in natura per via dei ripetuti depositi lasciati dalle inondazioni del fiume Po, con cui si costruivano i mattoni e proprio Idelmo, il capostipite, lavorava in una fornace. L’argilla era usata anche per scopi ludici, Idelmo, si divertiva a costruire fischietti ed ocarine che con il loro suono caldo ed allegro, animavano i filò (feste di un tempo) oltre ad essere uno dei giochi più amati dai bambini.

Storia di una passione diventata realtà

Idelmo trasmise la propria passione al figlio Benvenuto Fecchio che, crescendo, ha perfezionato la tecnica al punto da passare da dei semplici fischietti all’ocarina vera e propria: amata e ricercata da musicisti di tutto il mondo.

Una vera e propria eccellenza che è arrivata a trasformare Grillara in uno dei punti di riferimento internazionali per questo strumento.

Un tempo per ogni cosa, ogni cosa a suo tempo

Benvenuto e Idelmo Fecchio con Fabio Galliani del Gruppo Ocarinistico di Budrio

Benvenuto e Idelmo Fecchio con Fabio Galliani del Gruppo Ocarinistico di Budrio

Fecchio figlio, insieme alla moglie Giuseppina, nel 2000 da vita ad una Fattoria didattica rivolta a studenti e turisti per far conoscere la tradizione dell’ocarina, mentre nel 2010 arriva il passaggio successivo: l’allestimento del Museo dove sono esposti pannelli illustrativi e vetrine espositive, dove è possibile ammirare dei veri e propri capolavori in terracotta.

La tappa ulteriore arriva nel 2011, con lo stage di approfondimento sulle ocarine da cui è nata la collaborazione con Fabio Galliani, solista del Gruppo Ocarinistico Budriese (Bo) e curatore del Museo dell’ocarina e degli Strumenti musicali in terracotta “Franco Ferri” a Budrio (primo centro per la produzione di questo strumento musicale).

Due anni più tardi gli sforzi di Benvenuto sono premiati con la nascita del Gruppo ocarinistico di Grillara, il primo settimino tutto polesano composto da sette musicisti che suonano sette ocarine diverse accordate tra di loro, tutte nate dalle sapienti mani del mastro artigiano.

Un nuovo punto di partenza

Si arriva così al 2014 quando muove i passi la prima edizione dell’Ocarina Festival Delta del Po, che in alternanza con quello realizzato a Budrio si pone come la seconda manifestazione a livello nazionale per promuovere la tradizione dell’ocarina (la prima a livello del Veneto). Un evento che si è snodato attraverso il territorio deltino e che ha visto la partecipazione di musicisti di calibro mondiale, oltre al G.O.B. (Gruppo Ocarinistico Budriese), il cinese Zhang Yifan con la sua ocarina tripla, la teutonica Vera Unfried e il belga Mister Ikaruka.

Ad accompagnare Benvenuto e Giuseppina in questo nuovo viaggio si aggiungono anche le due figlie Chiara e Giada, che nel frattempo sono cresciute.

Nel 2015 una delegazione del Festival deltino si trasferisce al gemello Festival di Budrio, mentre dal 23 al 25 aprile prossimo tornerà l’edizione del Delta del Po che prevede anche quest’anno la partecipazione di musicisti provenienti da tutto il mondo.

Se vi piace sognare, se amate le tradizioni, i luoghi incantati fate un viaggio nel magico mondo dell’ocarina: è un po’ come attraversare una favola.

Per saperne di più sull’ocarina

http://www.ocarinadelpo.it
http://www.ocarinadeltafestival.it/ocarina/home_i.html

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